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Il mio Giappone: vi porto con me sull'Isola Che Non C'è

Ci sono tanti viaggi che vi potrei raccontare, tanti programmi di viaggio da condividere, ma questo articolo vuole essere qualcosa di più. Qualcosa di più intimo e profondo, qualcosa con cui farmi conoscere meglio.



Mi sono innamorata del Giappone ancor prima di andarci, mi sono innamorata un giorno qualunque, uno dei tanti dove non ti aspetti di incontrare quel qualcuno che ti cambierà la vita. Da allora ho iniziato a leggere libri, guardare video, fare ricerche online. Volevo conoscerlo meglio, volevo saperne di più, sempre di più, non mi bastava mai. Ho riempito scaffali della mia libreria con guide di viaggio, libri di viaggiatori alla scoperta del Giappone, libri di autori giapponesi: Banana Yoshimoto, Murakami… manga e molto altro.



Una cultura affasciante, tradizioni uniche, così lontane, così diverse.


Un pensiero fisso inizia a farsi strada nella mia mente “voglio vedere il Giappone, ci voglio andare”. I film non bastano più, i racconti mi rendono irrequieta. Non posso più aspettare.

Il primo incontro è stato nell’ormai lontano 2013. A quei tempi era una meta poco nota in Italia, una terra poco visitata dagli Occidentali.

Vista la mia passione per questa terra, la curiosità crescente e la mia “leggera” insistenza, mi viene fatto come regalo di diploma un viaggio. Due settimane tra Hong Kong e Giappone. Sono entusiasta, impaziente, euforica.


Il primo impatto con questa terra? Mi sono sentita a casa.

Ordine, pulizia, puntualità, cortesia, professionalità. A questo punto gli scettici mi diranno “In Giappone si lavora 14h ore al giorno, la gente non fa mai vacanza, sono tutti dei robot…”.

Rispondo facendo un paragone con la vita amorosa di ognuno. “All’inizio di una relazione, ai vostri occhi, il vostro partner è perfetto, senza difetti, solo tanti pregi che vi hanno fatto innamorare. Andando avanti nel rapporto l’amore si fa più forte, scoprite i difetti dell’altro, ma ai vostri occhi non sono problemi insormontabili anzi, sono quelle piccole manie che lo rendono ancora più affascinante e unico”. Ecco per me è così.

Atterrata all’aeroporto di Tokyo resto immediatamente affascinata dalla cortesia e gentilezza dei dipendenti. Il controllo dei documenti è accurato, qualche domanda, un sorriso e via di timbro sul passaporto.

Tokyo sto arrivando.


Vi potrei raccontare del buon cibo, degli incredibili posti che ho visto,

ma per ora voglio trasmettervi emozioni, esperienze, eventi che hanno caratterizzato i miei giorni nella capitale nipponica.



Come vi dicevo all’inizio dell’articolo, nel 2013 pochi occidentali decidevano di avventurarsi in Giappone.

I giapponesi sono persone timide, riservate che cercano in tutti i modi di apparire indifferenti. Camminando per la città si percepiva un senso di curiosità nel vedere visi pallidi gironzolare per vie e locali, ma nessuno ci ha mai avvicinati.

Con questo non voglio dire che io mi sia mai sentita a disagio oppure “in pericolo”. La sicurezza che si respira in una città così grande come Tokyo, e in generale in tutto il Giappone, penso sia qualcosa di incredibile e di davvero unico al mondo.


Già nel 2016 le cose erano diverse, varie persone ci hanno fermato per strada, superando la loro incredibile timidezza, per chiederci da dove venissimo.


Non dimenticherò mai le due anziane signore che sul treno partito dalla stazione di Tokyo in direzione Nikko ci hanno parlato dei loro viaggi per l’Italia, la bellezza delle nostre città come Roma, Firenze e Venezia. Anziane signore sorprese dalla vista di due occidentali in viaggio su un treno locale diretto verso un paesino di montagna.


Un altro incontro divertente è stato quello con un signore di ritorno dal mercato del pesce di Tsukiji. Eravamo ferme ad un incrocio, intente ad addentare delizie locali, quando avvicinandoci ha aperto un sacchetto contenente del pesce essiccato e ce lo ha offerto, senza troppe parole, anzi direi nessuna, visto che abbiamo parlato a gesti.


Incontri che si fanno ogni giorno in Giappone sono quelli con commessi e venditori. I loro inchini, i loro sorrisi e la loro cordialità, qualcosa di unico. Che dire poi del controllore del treno che passa tra le carrozze inchinandosi, ci ha fatte sentire dei clienti, mentre da noi la cortesia non è spesso una priorità.



Mentre scrivo questo articolo non riesco a non sorridere ripensando a tutti questi momenti, il Giappone ti resta davvero nel cuore.

“Eppure qualche lato negativo dovrà pur esserci… i treni non possono essere davvero così puntuali”, ed è così che un giorno di ritorno da Kyoto vediamo il tabellone segnare un ritardo di 5’.


Inevitabilmente mi crolla un mito.


Il treno arriva e poco dopo il capotreno passa tra le carrozze scusandosi per il ritardo e spiegando che a causa del terremoto i treni hanno alcuni minuti di ritardo. E già, per un terremoto (scossa di lieve intensità, ma comunque percepita) i treni hanno ritardato di cinque minuti. Quasi come da noi vero?

Durante questi viaggi nella Terra del Sol Levante ho sempre cercato di vivere esperienze diverse.

Si possono provare emozioni diverse semplicemente andando in una stagione piuttosto che in un'altra. 


Nel primo viaggio mi sono lasciata avvolgere dalla bellezza dei ciliegi in fiori: hanami,

mentre nel secondo viaggio ho optato per un periodo altrettanto bello: l’autunno. I colori che ci regala novembre, ma anche il clima incredibilmente mite, sono ciò che rende questa stagione la mia preferita.



Infine, durante il mio terzo viaggio ho conosciuto l’inverno giapponese: dal 28 dicembre al 6 gennaio. La città di Tokyo si illumina, le vie risplendono nella notte e tutto è magia. Spostandoci verso Hakone e Gotemba si rimane affasciati dal Monte Fuji e dalla neve che lo avvolge.


Una montagna che si staglia nelle limpide giornate invernali e che non ti stanchi mai di osservare.



Il Giappone ti sorprende, non è mai banale o scontato. Amo la sua follia e il suo farti sentire un bambino in un negozio di caramelle. Un Paese per grandi, un Paese per i piccoli e un Paese per chi vuole tenere sempre dentro di sé un po' del suo essere eterno bambino.


Il Giappone è la mia isola felice





Spero che questo articolo un po' più personale del solito vi sia piaciuto.


Presto condividerò con voi alcuni itinerari di viaggio per andare alla scoperta del Giappone



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Greta

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Greta&Gianluca, rispettivamente classe 1994 e 1993. Il Gene del Viaggiatore raggiunge in loro picchi altissimi. Amano andare alla scoperta del mondo e delle sue meraviglie.

 

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